Filtering dei mac address in una rete cablata

Sul forum di TechTown.it è nata una discussione in cui un utente chiedeva informazioni circa la possibilità di filtrare i mac address in una rete cablata, pur non avendo la possibilità di agire su un router che non supporta questa funzionalità, ma eventualmente su un server win2000 che funziona tra l’altro da dhcp server.

Ho postato qui la mia idea a riguardo: link discussione.

Credo sia un quesito piuttosto interessante.
Chi magari ha qualche idea posti sul forum o cmq lasci un commento… un testa in più che ragiona è sempre meglio 😀

Configurare un Cisco 837

Come anticipato qualche post sotto ecco qui il documento pdf in cui spiego passo a passo come configurare in maniera base un router adsl Cisco 837 per collegarsi ad Internet utilizzando la Alice 4mbit (protocollo PPPoA).

Il documento è un collage di tante informazioni trovate su internet, in particolare dal sito Cisco e da configurazioni preesistenti, rielaborate con alcune osservazioni personali.
Per qualsiasi tipo di informazione, suggerimento, segnalazione di errori e imprecisioni, feedback e quant’altro potete contattarmi usando i riferimenti presenti su uno dei seguenti siti:
http://www.brainweb.it
http://www.techtown.it
http://www.buzzcoders.com/securnetwork_blog/

LINK ALL’ARTICOLO: Download locale
MIRROR SU TECHTOWN.IT: Mirror1

Wireshark 0.99.2

Esattamente una settimana fa è stato rilasciato Wireshark, il più famoso sniffer.
Per chi non lo ricordasse Wireshark è il nuovo nome con cui da qualche tempo è stato rinominato il progetto che prima era conosciuto come Ethereal.

Consiglio a tutti di provarlo… ha il vantaggio di essere multipiattaforma: Linux,Unix, Windows e altri.
Potete leggere le note sull’ultima release direttamente dal sito web.

Interessanti altresi’ i tutorials e il podcast linkati sul sito:

Infine ecco a voi uno screenshot del programma:

Aiip Ricorre al TAR su Alice 20 Mb, ADD plaude.

Aiip (Associazione Italiana Internet Provider), ha inoltrato un ricorso al TAR contro alice 20 Mb, in quanto l’offerta all’ingrosso di Telecom Italia, violerebbe la delibera Agcom 34/06.
Anti Digital Divide appoggia il ricorso, molte delle motivazioni addotte da Aiip coincidono con quelle avanzate da ADD e comunicate all’Agcom nel documento inviato all’autorità garante, per chiedere un suo intervento, che purtroppo è mancato.

Violazione della delibera 34/06, introduzione dell’offerta bitstream e dell’orientamento al costo per le tariffe, mancanza di garanzie per gli utenti sull’effettiva qualità di alice 20 mega, velocità minima garantita di soli 40 Kbps, neutralità della rete, trasparenza dell’offerta, limitata concorrenza dovuta al fatto che li operatori saranno dei meri rivenditori e non potranno modificare le caratteristiche dell’offerta Telecom, sono i punti su cui ADD ha chiesto chiarimenti all’Agcom.
Confidiamo nel Tar affinché blocchi la commercializzazione di alice 20 Mb, finché questa non rispetti norme e diritti degli utenti. ADD sta anche valutando l’organizzazione di una protesta attiva, da parte degli utenti.

Cordiali saluti
Pierluigi Di Bartolomeo
Consigliere Ass. Anti Digital Divide
http://www.antidigitaldivide.org

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La Pubblicità di Alice 20 Mb è Offensiva e Ingannevole

Mi è arrivato oggi questo comunicato di AntiDigitalDivide sulla casella elettronica di TechTown.
Lo segnalo e lo incollo perchè sicuramente a qualcuno può interessare.

Sono dell’idea che questa bufala dei 20mb sia l’ennesima trovata per evitare di abbassare il canone delle flat che ci sono attualmente. C’è stato uno spostamento in massa di utenti Alice dai 4mbit ai 640kbit quando al tempo c’è stata la possibilità di scegliere tra i due tagli di traffico.

L’idea di fornire agli utenti un servizio che preveda 20 mbit in download e 384kbit in upload è ridicola per molti motivi:
1. l’infrastruttura è a malapena in grado di fornire un servizio decente con i 4mbit
2. i grossi centri sembrano passarsela peggio dei centri minori forniti dal servizio adsl: mi capita spesso di sentire o leggere su internet di gente che non naviga a 4mbit e che magari sta in grandi città…mentre io fin da quando è uscita l’offerta ho sempre navigato alla massima velocità… beh chiaro… se in centrale c’è un numero tale di utenti da far “sedere sulle ginocchia” gli apparati… te credo!
3. ok che ADSL sta per Asymmetric Digital Subcriber Line… pero’ come divario tra banda in upload e download mi sembra un po’ troppo…e che diavolo almeno un 1mbit o 512kb di upload!

Tutto questo naturalmente a discapito della copertura e di tutto ciò che questo vuol dire e potrebbe voler dire…. prima di tutto progresso tecnologico per il paese… la connettività al giorno d’oggi ormai è tutto… avere accesso a Internet 24/24h vuol dire avere accesso costante all’informazione… e in un mondo in cui devi restare sempre al passo con i tempi questo conta eccome… dall’altro lato anche possibili guadagni in termini di nuovi clienti…
Ma certo è molto piu’ plausibile pensare che la Telecom preferisca tenere dei disperati in balia di una connessione flat 56k (che il piu’ delle volte 56k non è)…..

Eccovi qui il testo del comunicato:

Anti Digital Divide www.antidigitaldivide.org è un’associazione che si batte per la riduzione del divario digitale, fenomeno scarsamente considerato da molti, che coinvolge circa dieci milioni di utenti Italiani. Dalle indagini portate avanti dal 2004, la nostra associazione ha potuto constatare che grande responsabilità della situazione di digital divide presente in Italia, è imputabile a Telecom Italia, che nonostante applichi tariffe e canoni tra i più alti in Europa, non investe abbastanza per l’ammodernamento della rete nelle zone digital divise, ma investe soprattutto nelle zone già coperte, dove esiste, anche se limitata, la concorrenza di altri operatori. In queste zone si aumentano qualità e contenuti delle offerte, così facendo si accentua il divario digitale.
Oltre a questo gli utenti sono anche costretti a subire la beffa di campagne informative che ignorano e, in alcuni casi, sbeffeggiano il fenomeno digital divide, esaltando invece la qualità dei servizi adsl offerti.
Ultimo e più eclatante esempio di questo modus operandi, si riscontra nella campagna pubblicitaria “Alice 20MEGA. Inizia una nuova era”.
ADD ha richiesto all’IAP (Istituto per l’autodisciplina pubblicitaria) il ritiro immediato della citata campagna pubblicitaria, poiché lesiva della dignità degli utenti internet a banda stretta (56k), impossibilitati ad usufruire della larga banda non per loro scelta, ma perchè residenti in zone non raggiunte da tale servizio, espletato in primis in Italia proprio dall’Azienda concessionaria del Servizio Universale e committente della campagna pubblicitaria stessa.

In particolare, la campagna tende a porre in evidenza l’enorme divario tra una connessione analogica 56kb/s ed una connessione da 20 Mb/s, paragonandola al balzo evolutivo compiuto dall’uomo dalla preistoria ad oggi. Questo parametro pone intrinsecamente chi utilizza una connessione analogica, ad un livello infinitamente inferiore rispetto alle fortunate realtà che accederanno al nuovo servizio. L’esaltazione di questa differenza non deve e non può essere vista come novità propositiva e positiva, ma come propaganda inopportuna che crea discriminazione e disagio. Tale differenza, a nostro avviso, dovrebbe essere da stimolo per migliorare la condizione di divario digitale, non per crearne di nuovi.

Riteniamo altamente offensivo l’accostamento della “scimmia uomo” a coloro che utilizzano la connessione ad internet a 56k, nonché a coloro che usano connessioni adsl a 640 Kb e 4Mb, vendute dalla stessa Telecom e che devono fare i conti con velocità molto inferiori a quelle di punta, grazie alle decisioni dell’incumbent di adottare come velocità minima garantita 20KB.

Infatti nella maggior parte dei casi si è ancora all’ “età della pietra” non per propria volontà ma per volontà stessa dell’incumbent che non vuole o non può risolvere le situazioni di digital divide, riferito oltre che alla copertura anche a tariffe e qualità dei servizi, che Telecom Italia ha contribuito a creare in tutta la nazione.

Il testo integrale della segnalazione può essere visionato al seguente indirizzo
http://www.antidigitaldivide.org/index.php?module=CMpro&func=viewpage&pageid=85

Cordiali Saluti
Ass. Anti Digital Divide
www.antidigitaldivide.org