La Pubblicità di Alice 20 Mb è Offensiva e Ingannevole

Mi è arrivato oggi questo comunicato di AntiDigitalDivide sulla casella elettronica di TechTown.
Lo segnalo e lo incollo perchè sicuramente a qualcuno può interessare.

Sono dell’idea che questa bufala dei 20mb sia l’ennesima trovata per evitare di abbassare il canone delle flat che ci sono attualmente. C’è stato uno spostamento in massa di utenti Alice dai 4mbit ai 640kbit quando al tempo c’è stata la possibilità di scegliere tra i due tagli di traffico.

L’idea di fornire agli utenti un servizio che preveda 20 mbit in download e 384kbit in upload è ridicola per molti motivi:
1. l’infrastruttura è a malapena in grado di fornire un servizio decente con i 4mbit
2. i grossi centri sembrano passarsela peggio dei centri minori forniti dal servizio adsl: mi capita spesso di sentire o leggere su internet di gente che non naviga a 4mbit e che magari sta in grandi città…mentre io fin da quando è uscita l’offerta ho sempre navigato alla massima velocità… beh chiaro… se in centrale c’è un numero tale di utenti da far “sedere sulle ginocchia” gli apparati… te credo!
3. ok che ADSL sta per Asymmetric Digital Subcriber Line… pero’ come divario tra banda in upload e download mi sembra un po’ troppo…e che diavolo almeno un 1mbit o 512kb di upload!

Tutto questo naturalmente a discapito della copertura e di tutto ciò che questo vuol dire e potrebbe voler dire…. prima di tutto progresso tecnologico per il paese… la connettività al giorno d’oggi ormai è tutto… avere accesso a Internet 24/24h vuol dire avere accesso costante all’informazione… e in un mondo in cui devi restare sempre al passo con i tempi questo conta eccome… dall’altro lato anche possibili guadagni in termini di nuovi clienti…
Ma certo è molto piu’ plausibile pensare che la Telecom preferisca tenere dei disperati in balia di una connessione flat 56k (che il piu’ delle volte 56k non è)…..

Eccovi qui il testo del comunicato:

Anti Digital Divide www.antidigitaldivide.org è un’associazione che si batte per la riduzione del divario digitale, fenomeno scarsamente considerato da molti, che coinvolge circa dieci milioni di utenti Italiani. Dalle indagini portate avanti dal 2004, la nostra associazione ha potuto constatare che grande responsabilità della situazione di digital divide presente in Italia, è imputabile a Telecom Italia, che nonostante applichi tariffe e canoni tra i più alti in Europa, non investe abbastanza per l’ammodernamento della rete nelle zone digital divise, ma investe soprattutto nelle zone già coperte, dove esiste, anche se limitata, la concorrenza di altri operatori. In queste zone si aumentano qualità e contenuti delle offerte, così facendo si accentua il divario digitale.
Oltre a questo gli utenti sono anche costretti a subire la beffa di campagne informative che ignorano e, in alcuni casi, sbeffeggiano il fenomeno digital divide, esaltando invece la qualità dei servizi adsl offerti.
Ultimo e più eclatante esempio di questo modus operandi, si riscontra nella campagna pubblicitaria “Alice 20MEGA. Inizia una nuova era”.
ADD ha richiesto all’IAP (Istituto per l’autodisciplina pubblicitaria) il ritiro immediato della citata campagna pubblicitaria, poiché lesiva della dignità degli utenti internet a banda stretta (56k), impossibilitati ad usufruire della larga banda non per loro scelta, ma perchè residenti in zone non raggiunte da tale servizio, espletato in primis in Italia proprio dall’Azienda concessionaria del Servizio Universale e committente della campagna pubblicitaria stessa.

In particolare, la campagna tende a porre in evidenza l’enorme divario tra una connessione analogica 56kb/s ed una connessione da 20 Mb/s, paragonandola al balzo evolutivo compiuto dall’uomo dalla preistoria ad oggi. Questo parametro pone intrinsecamente chi utilizza una connessione analogica, ad un livello infinitamente inferiore rispetto alle fortunate realtà che accederanno al nuovo servizio. L’esaltazione di questa differenza non deve e non può essere vista come novità propositiva e positiva, ma come propaganda inopportuna che crea discriminazione e disagio. Tale differenza, a nostro avviso, dovrebbe essere da stimolo per migliorare la condizione di divario digitale, non per crearne di nuovi.

Riteniamo altamente offensivo l’accostamento della “scimmia uomo” a coloro che utilizzano la connessione ad internet a 56k, nonché a coloro che usano connessioni adsl a 640 Kb e 4Mb, vendute dalla stessa Telecom e che devono fare i conti con velocità molto inferiori a quelle di punta, grazie alle decisioni dell’incumbent di adottare come velocità minima garantita 20KB.

Infatti nella maggior parte dei casi si è ancora all’ “età della pietra” non per propria volontà ma per volontà stessa dell’incumbent che non vuole o non può risolvere le situazioni di digital divide, riferito oltre che alla copertura anche a tariffe e qualità dei servizi, che Telecom Italia ha contribuito a creare in tutta la nazione.

Il testo integrale della segnalazione può essere visionato al seguente indirizzo
http://www.antidigitaldivide.org/index.php?module=CMpro&func=viewpage&pageid=85

Cordiali Saluti
Ass. Anti Digital Divide
www.antidigitaldivide.org

Ad-Aware davvero cosi' sicuro?

Chi di voi non usa Ad-Aware come software anti-spyware?
E diciamoci la verità quanti di noi non lo considerano uno tra i migliori se non il migliore?!
Beh le cose non stanno proprio cosi’… Se volete capire di cosa sto parlando fareste bene a darvi una letta a questo articolo su Rootkit.com.

Non nascondo una certa ammirazione per tutti coloro che fanno reversing del software o bug hunting, forse perchè l’ho sempre vista come l’arte oscura dell’informatica, anche se in realtà non è così… basta come in tutto il resto tanta applicazione, studio e perchè no fantasia….
E’ interessante notare come un articolo come questo, corredato da fatti e spiegazioni, smonti le affermazioni di tanti “esperti di sicurezza”…
Nella vita reale, nel tuo lavoro, nello sport… c’è sempre qualcuno meglio di te! 😀