Gli anni passano… ma i worm restano!

Cos’ha di cosi’ speciale venerdi’ 11 febbraio 2011 da poco passato?
Un giorno palindromo (11022011) come molti si sono divertiti a scrivere e a dire?
No, in realtà la mia attenzione è caduta sull’articolo comparso su The Register e su come questa data costituisca il decimo anniversario dalla comparsa del famigerato worm Anna Kournikova.

Per chi non lo ricorda, fu uno dei tanti esempi di worm di quegli anni, scritto in Visual Basic Script (VBS) e che si diffondeva via mail attraverso un banale “trucchetto” di social engineering che invitava a visualizzare un’immagine della nota tennista russa.

Di sicuro non cosi’ sofisticato come il più noto Love Bug o anche I Love You, ma in grado di diffondersi a velocità doppia rispetto al suo simile rilasciato un anno prima. Fu forse l’ultimo nella sua “specie” con una simile capillarità di infezione.

Perchè val la pena ricordarlo oggi giorno, quando ormai esistono malware, spyware e rootkit in grado di nascondersi nel sistema e rendere la loro individuazione piu’ difficile che mai ai normali software antivirus?
Per il semplice fatto che fu uno dei primi esempi di virus di “successo” scritti utilizzando appositi scripting toolkit.

Il toolkit in questione VBSWG era scritto in Visual Basic e fu creato da un programmatore argentino; il worm Anna Kournikova fu invece creato, partendo proprio dal tool, da un giovane olandese identificato poi come Jan De Wit.

Oggi come dieci anni fa, la possibilità di aver accesso a toolkits di generazione, permette a persone con scarsi skill tecnici di produrre in pochissimo tempo varianti di malware in grado di provocare danni economici ingenti.
Pensiamo al caso dello Zeus e alla vasta botnet che ad esso fa capo.

APPROFONDIMENTI:
Memories of the Anna Kournikova worm, by Sophos
10th Anniversary of the Anna Kournikova virus, by Symantec