Kaspersky anti-phishing zoppica

Questa mattina quando ho aperto iTunes per far partire alcuni .mp3 il buon vecchio KIS ha attivato il suo filtro anti-phishing segnalandomi che si stava tentando di instaurare una connessione con un sito http “malevole”.
Al che la cosa mi è sembrata strana. Sul primo momento ho pensato potesse trattarsi di un qualche malware che avesse infettato e “modificato” itunes, per cercare di fregare username e password degli utenti iStore.
In realtà la spiegazione è ben piu’ semplice: si tratta di un semplice falso positivo.
Infatti il mio passo successivo è stato andare a controllare sul forum di kasperksy se qualcuno aveva avuto problemi analoghi, visto comunque che il problema si è presentato oggi per la prima volta.
In effetti più di un utente ha postato a riguardo.
Relativamente al dubbio espresso da un utente riguardo al fatto che l’URL bloccato contenga la stringa “edgesuite.net” che farebbe pensare ad un ipotetico fake URL, posso solo dire che cercando su Google si legge come Edgesuite sia una delle tecnologie fornite da Akamai.
Per chi non conoscesse Akamai, si tratta di una società con una enorme rete di servers distribuita su tutto il pianeta in una settantina di paesi e che viene sfruttata da moltissime mega-aziende del calibro di Microsoft, Google, Yahoo e Apple appunto, per velocizzare la distribuzione di contenuti audio, video e file in generale.
In pratica i servers Akamai fanno da mirrors in maniera perfettamente trasparente all’utente, e cosi’ mentre siamo convinti di scaricare dal sito della Microsoft l’ultimo service pack, in realtà lo stiamo scaricando da uno dei servers Akamai sparsi in giro per il globo.
Qualche info in più su Akamai potete trovarla sul loro sito web e anche su Wikipedia.
Ecco qui l’immagine dell’allarme phising di KIS.

Phishing e Itunes

Detto questo si puo’ stare tranquilli, si tratta solo di aggiornare l’antivirus.
Alle ore 11.26 ho effettuato l’update e il problema non esiste più 😀
Un caso analogo di falso positivo mi era successo con Skype che dalla Difesa Pro-Attiva veniva individuato come keylogger.

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